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CENTRO STUDI ECONOMICO E DI MERCATI AZIONARI  PER INVESTITORI E OPERATORI FINANZIARI

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PRODOTTI E SERVIZI

 

Servizi  Centro Studi Borsa

 

- Indici di borsa - Gestire investimenti richiede affidarsi ai migliori. Un  servizio informativo   diretto a investitori privati e risparmiatori   --->vai alla pagina 

 

 

• Previsioni economiche

 

- Studi previsionali aziendali - Valutazioni di aziende per acquirenti e venditori. ----> vai alla pagina

- Previsioni societarie per società quotate ai listini        --->vai alla pagina   

- Previsioni settoriali     ---->vai alla pagina

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• Prestazione storica di rendimenti e prezzi  delle liste Studioeconomia

STUDIO8-1
STUDIO8-2
STUDIOITALIA

La congiuntura negativa del mercato azionario italiano nel 2018 non pregiudica la crescita degli utili per gli anni a venire   che si prevede positiva.  Giova comunque notare che anche se il 2018 ha registrato una flessione in linea con il mercato, la tendenza di lungo periodo dei prezzi rimane positiva, avendo la  correzione  controbilanciato una crescita oltre il previsto nel 2017 che per le liste SE e' stata del 38%, lasciando un netto apprezzamento nel biennio 2017/18 del 21%.  (cliccare il grafico per ingrandire)

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MERCATI AZIONARI ITALIA  - RENDIMENTI E PREZZI

INDICE MIB ALL SHARES
Rendimenti MIB 2018 su prezzi ultimi

  Anche se i rendimenti si tengono abbastanza alti, l'indice generale di borsa indica una prestazione tendenzialmente statica anche se volatile nel  medio periodo.  Ne consegue, che per chi vuole mantenere un portafoglio italiano, necessariamente si consiglia  ricorrere a  strumenti finanziari. Un investimento in un fondo anche fa, purche' sia selezionato con competenza: Esiste  l' indice di borsa, uno strumento  che presenta ottime convenienze sia nei costi ( poco piu' di 100 euro mensili)  che nella piena  disponibilita'  dei propri investimenti, nella semplicita' operativa   e che puo' offire  maggiori prospettive di crescita di valore azionario della media generale.

 Cliccare per ingrandire. (elaborazioni studioeconomia su dati ufficiali societa')

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ALTRI INDICI E PREVISIONI

 

• Coefficiente di pressione sui prezzi azionari al 30.5.19 :  0,96

 Il coefficiente di pressione sui prezzi del mercato per la Borsa Italiana  misura il livello dei prezzi sui valori intrinsechi  per   un campione di titoli.  Il coefficiente  normale ( prezzi equi rispetto al valore) =1..

leggi dati storici  ------> vai alla pagina

(elaborazione studioeconomia)

Previsioni risultati utili e dividendi delle liste Studioeconomia per il 2018

  Per il 2019, l'attesa per utili e dividendi  e' per una crescita a prezzi costanti,  del 15 / 20%.

• Indice  di liquidità

E' un coefficiente di valore  tra    tra 0 e1  che riporta una riduzione consigliata  del capitale investito in azioni in % del totale in favore di  liquidità   dovuto a possibili correzioni dei prezzi azionari.   Il coefficiente   è  riportato qui come in  in ciascuno dei rapporti indici. 

al 10-4-19                                  = 0%        

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SETTORE IMMOBILIARE

Settore immobiliare - prezzi e rendimenti
Rendimenti immobiliari

I rendimenti immobiliari riportano l'effetto combinato dell'indice affitti e dell'indice prezzi

Settore immobiliare caratterizzato da staticita', sia di   prezzi, in lieve calo, che di locazioni, in lieve aumento e una ripresa sotto le attese.   

cliccare per ingrandire

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TEMI

 

LA VALENZA DELLE TENDENZE TEMPORALI NELLE STRATEGIE DI INVESTIMENTO

Tra le metodologie di economia applicata vi e' il Business Forecasting, una branca della statistica applicata con oggetto le serie cosiddette temporali che ottiene stabilire previsioni guardando solo all'andamento delle serie di dati di talune variabili, esempio, prezzi o produzione.  Nell'essenza, si rivela che questa analisi di serie temporali e' scienza non semplicissima caratterizzata da problemi  di  autocorrelazione  tra una variabile ed il suo valore detto ritardato.  Ad esempio, se

X = c + a( X-1) + bt

che e' una tipica equazione di forecasting, dove X-1 e' il valore ritardato di passo1 di una variabile e t e' il tempo. La variabile X-1  puo' essere espressa  anche come:

X-1 =  X-2 + varX

dove varX e' la variazione della variabile X tra due periodi; -2 rappresenta il ritardo di passo2;  per cui questa equivalenza permette di andare a ritroso sostituendo a ciascuna variabile il valore dela precedente + la differenza tra i due periodi si arriva a:

X = varX + varx-1 + varX-2 + varX-3 ...varX-n + X1

la somma di tutte le variazioni nel tempo + la variabile iniziale.  In termini di proiezioni economiche, questo  porta a  equazioni semplificate quando si va al calcolo delle previsioni:

X = c + a varX + b varX-1 + c varx-2 + d var x-3 + e t

dove "c" e' la costante di regressione, a,b,c,d, i 4 parametri delle rispettive variazioni fino al 4 livello di ritardo ( un numero che dipende dalla dimensione del campione dati)  ed infine "e" che è il coefficiente della variabile "tempo".  Fatto cio', probabilmente di meglio in serie temporali non si puo' fare essendosi rimosso quanto piu' possibile  problemi di autocorrelazione.  Ammesso ora che si vada a fare una previsione su questa equazione, legittimo e' chiedersi quanto vale ai fini di una previsione presa "da sola"?  Con tutto il  rispetto della giustezza del processo, si ritiene che tale previsione non possa contare piu' del 10/15% sulla  previsione finale, sia  che essa sia di utili societari, vendite di una societa' o prezzo del titolo. Il rimanente dovra' necessariamente tenere presente   modelli di tipo strutturale di causa - effetto economico.

 

 

• La guerra commerciale tra gli USA e i paesi OCSE impatta i conti nazionali delle singole economie. In questo breve paragrafo si spiegano alcune implicazioni economiche stimando gli effetti sulle singole economie.

La politica dei dazi iniziata dagli USA vuole far fronte all'alto deficit commerciale, datato decenni, che impatta la bilancia dei pagamenti. Il dazio e' una tassa sulle importazioni, che si puo' indicare t%, che ottiene l'effetto di ridurre le importazioni e favorire i mercati di beni domestici. Dall'altra ottiene di sollecitare una equivalente misura della nazione opposta. Se (X-IM) e' il saldo della bilancia commerciale e b% e' l'effetto di un dazio t% applicato sulle importazioni di entrambi paesi o gruppi di paesi, assumendo gli effetti eguali su import e export, si avra' a un effetto - b%IM sulle importazioni e uno - b%X sugli esportazioni dovuto al dazio opposto. Il dazio impatta quindi entrambi i flussi monetari.

L'effetto netto diventa  -b% (X – IM) che si traduce in una riduzione del deficit commerciale se uno stato e' in deficit, oppure in una riduzione del surplus se lo stato e' in surplus. Per cui nel caso degli USA risultera' un netto beneficio essendo gli USA con una bilancia commerciale negativa. Per cui il flusso di domanda dei cittadini USA verso un ritorno ai propri prodotti sara' teoricamente, compensato solo in parte del ridotto acquisto di stranieri dovuto dai controdazi.

Per quanto riguarda le nazioni in commercio con gli USA, l'effetto sara' molto minore essendo la guerra commerciale limitata solo agli USA e non verso tutti gli altri paesi. Ad esempio in Italia le esportazioni verso gli USA sono circa il 10% del totale.

Per gli USA tuttavia potrebbe andare diversamente per quelle importazioni costituite da aziende USA che si fanno produrre i prodotti all'estero. Per queste importazioni, il dazio sara' inefficace che risultera' plausibilmente in un aumento dei prezzi di quei prodotti o in una riduzione di utili per quelle aziende per cui è piu' difficile fare previsioni. Questo fattore ha portato scetticismo verso questa politica e solo i mercati potranno rivelare se e' cosi' o meno. Le stime degli economisti intanto già parlano di rallentamento di crescita per gli USA.

Per quanto riguarda l'Italia, essendo la bilancia commerciale positiva con gli USA. si prevede un effetto netto negativo, con riduzione in termini assoluti dell'export netto da verificare alle statistiche. Ad un rapido calcolo, una riduzione del 10% delle esportazioni nette con gli USA dovuto ai dazi sui beni europei, avrebbe un impatto del  0,15 /0,2 % circa sul PIL una tantum prima di effetto moltiplicatore.  

 

• RItardo italiano

E' ormai consuetudine leggere nei rapporti degli istituti di previsione economica un ritardo crescita ormai consuetudinario dell'Italia rispetto ai paesi OCSE.  Si puo'  ipotizzare, tra le cause, il ruolo della pausa agostina in Italia. Una usanza - la pausa feriale - che causa una paralisi della produzione e costa uno svantaggio competitivo rispetto ai meno vacanzieri partner europei ed anglosassoni. Un effetto che  ovviamente si riversa anche sui corsi azionari.

( fonte dati: Eurostat)

 

• Significato dell'indice di liquidità

La recente  fase  autunnale di ribasso porta in evidenza il valore dell'indice di liquidità  prodotto da  S.E ( vedi sopra).  Al 10-9-18 era al 25%,   suggerendo ridurre tutte le posizioni dei portafogli.  Al 1-10 era al 35%. L'indice di pressione sui prezzi azionari, altro indice prodotto da studioeconomia, rivelava  anche una situazione di tensione a quota 1,22 rispetto ad un valore stabile sui 0,95 - 1,1. Una situazione   dovuta anche a  una revisione delle stime di risultati  societari  dopo i risultati semestrali.

L'indice di pressione sui prezzi azionari e il coefficiente di liquidità sono forniti, con un ritardo di 10 giorni rispetto ai rapporti in abbonamento,  nella sezione "altri indici e previsioni" di questa pagina.

• Il CGR assoluto

Il CGR , dall'inglese compunded  growth rate, misura la variazione % di una variabile fra due periodi di tempo. In finanza e' spesso usato per calcolare i tassi di crescita di vendite e profitti ed altre poste di bilanci aziendale.

Il CGR = ( Vt - Vt-1 ) / Vt-1

Ad esempio, se gli utili societari di una societa' sono incrementati da 90 nel periodo -1 a 100 il

CGR= (100-90)/90 = 0,11

Le variabili in finanza sono in parte costituite da poste di stesso segno , ad esempio vendite, e in parte da poste che possono essere di segno opposto, ad esempio utili societari. In questo ultimo caso la formula non si applica sempre.

Infatti supponiamo che Ut = 100 e Ut-1 = -90, gli utili sono in aumento ma la formula genera un risultato negativo di -2,11.  La formula assoluta  che risolve sarà:

CGR = ( Ut-Ut-1) / |Ut-1| dove |Ut-1| sara' il valore assoluto di U ( utili)

Si puo' anche verificare che il problema sussiste solo se gli utili salgono da valori negativi a positivi ma non quando scendono da valori positivi a valori negativi.