Crea sito

CENTRO STUDI ECONOMICO E DI MERCATI AZIONARI  PER INVESTITORI E OPERATORI FINANZIARI

 ESCAPE='HTML'

 

Servizi  Centro Studi Borsa

 

- Indici di borsa - Gestire investimenti richiede affidarsi ai migliori. Un  servizio informativo   diretto a investitori privati e risparmiatori 

 

 

• Rapporti e studi

 

- Studi previsionali settoriali e  aziendali - Valutazioni di aziende per acquirenti e venditori.   

 ESCAPE='HTML'

La prestazione riporta Il rendimento totale quale   somma dell'indice prezzi azionari e di quello dividendi cumulati.   

dati aggiornati al 10-2-20

(nota: i prezzi azionari sono in blu - dividendi in giallo)

cliccare per ingrandire

Le liste di portafoglio   sono gestioni replicabili per mezzo di notiziari informativi e non sono strumenti finanziari e non richiedono   deposito di soldi in conto investimenti. I grafici e tabelle riportano le prestazioni ottenibili da un utente che replica gli indici in base ai rapporti che riceve in abbonamento con istruzioni di compravendite ogni 10 giorni.

 ESCAPE='HTML'

Commentario Borsa Italiana al 10.2.20

L'indice MIB ha chiuso il 10-2-20 ( ore 14.00 circa.) a 24.489 in rialzo di 883 punti ovvero del 3,74% rispetto a 10 giorni prima. Un ricupero delle quotazioni successivo la pubblicazione dei dati crescita per l'Italia che, come si era argomentato,  aveva generato una correzione ingiustificata. Il MIB conferma una relativa tenuta dei prezzi; la proiezione a 20/30 giorni, in assenza di fatti imprevisti, vede  mediamente una crescita verso 23.800 con un margine di probabilità all'80% di +/- 601 punti.  I prezzi azionari sono oggi abbastanza sui loro valori teorici, fermo stando le previsioni aziendali per il 2020 che indicano crescita di utili n media tra il 4 /6%.

nota: Le proiezioni indicano  uno scenario possibile, in assenza di fatti imprevisti, secondo quanto l'indice ha mostrato nei mesi precedenti.

(elaborazioni studioeconomia)

Prossimo rapporto : 20-2-20     -           vai a archivio -->

Indici e rendimenti al 10-2-19

Rendimenti medi

L'indice generale di borsa indica una prestazione tendenzialmente statica anche se volatile nel  medio-lungo periodo.  Ne consegue, che per chi vuole mantenere un portafoglio italiano, necessariamente si consiglia  ricorrere a  strumenti finanziari. Un investimento in un fondo anche fa, purche' sia selezionato con competenza: Esiste  l' indice di borsa, uno strumento  che presenta ottime convenienze sia nei costi ( poco piu' di 100 euro mensili)  che nella piena  disponibilita'  dei propri investimenti, nella semplicita' operativa   e che puo' offire  maggiori prospettive di crescita di valore azionario della media generale.

 Cliccare per ingrandire. (elaborazioni studioeconomia su dati ufficiali societa')

 ESCAPE='HTML'

ALTRI INDICI  

 ESCAPE='HTML'

I tassi italiani sono decisamente sopra le media europea ma  lo spread decresce. 

(Elaborazioni studioeconomia su proiezioni  dati OECD)

 ESCAPE='HTML'
Settore immobiliare - prezzi e locazioni
Rendimenti immobiliari

(elaborazioni e proiezioni  studioeconomia - cliccare per ingrandire)

Le quotazioni immobiliari per  il 2018  registrano  una flessione dello 0,4% un linea con le previsioni facendo lievemente meglio per circa lo 0,33%.  La situazione di staticita' del mercato immobiliare dipende molto sia dalla tassazione sulla casa che dalla stabilita' degli affitti. Questi ultimi di fatto mostrano crescita minima a livello nazionale del 0,2% che si prevede proseguire nel biennio a venire per  una ripresa sotto le attese.  

 ESCAPE='HTML'

di Andrea Carola

•  Tasse sul reddito proporzionali progressive o regressive?

Sull'onda della rivolta fiscale degli anni 80 negli USA, le aliquote di tassazione dei redditi di persone hanno avuto una forte riduzione attraverso tutti gli stati occidentali.con effetto per gli scaglioni piu' alti. Dal 60/70% dello scaglione massimo queste sono scese fino al 40%; si argomentava che ridurre le aliquote avrebbe causato una crescita dei redditi e, anche dovuto a minore evasione fiscale, una crescita del gettito all'erario. Il sistema si e' mosso cosi, superata una certa soglia di reddito, verso uno a aliquote costanti. Tipicamente i sistemi di tassazione dei redditi di persone sono costituiti oggi da 3 principali scaglioni, 20, 30 e 40 % con piccole differenze. Un risultato rispetto a quanto si vedeva negli anni 70. Oggi nei paesi OCSE, il record di tassazione sugli scaglioni di redditi spetta alla Svezia con il 57%. Sono alte ancora le aliquote in Finlandia, Danimarca, Austria , Olanda, Belgio oltre il 50%. In Italia sono il 42%. Francia , Germania e Inghilterra al 45%, negli USA sono al 37%. La abbastanza corretta impostazione su questi principi potrebbe essere in effetti una strada ancora intermedia dove si potrebbe argomentare che queste aliquote potrebbero anzi scendere oltre una certa soglia di reddito. Per cui sarebbe corretto parlare di aliquote fiscali a proporzionalità regressiva o discendente. Per spiegare cio' , bisogna ricorrere ai principi della concezione della tassa sul reddito e della utilita' marginale del denaro guadagnato. Secondo le leggi economiche, una persona, al crescere dei suoi guadagni da minor valore a incrementi del proprio reddito. 1 euro guadagnato da chi ha un reddito basso vale di piu in termini di beneficio di quanto lo stesso euro non faccia ad uno che guadagna il doppio o il triplo. In gergo, la curva della utilita' marginale del reddito decresce al salire del reddito. Agli inizi del XX secolo che veniva introdotta la tassa sul reddito, si argomentava che poiche' cio', una sterlina ( la tassa sul reddito veniva introdotta in Inghilterra) levata a un ricco creava piu' beneficio se veniva passata ai meno ricchi, perche' la utilita' o beneficio per la collettività da questa redistribuzione aumentava. Il principio dei marginalisti neoclassici era anche ispirato con un fine ma veniva applicato in modo non corretto e forse anche non sincerissimo nel loro proposito. A fronte di questi principi si possono fare delle considerazioni:

la prima è che ad aumentare la utilita' complessiva per una società nel suo insieme e' sufficiente la proporzionalita' semplice e non c'e' necessita' di un proporzionalità progressiva. Uno che guadagna 1000 e paga 40% di tasse, paga 400 al fisco. Uno che guadagna 100 ne paga 40. Quei 360 vanno a livellare i redditi per cui l'effetto ridistributivo sotto la proporzionalita' non e' mai in discussione.

Seconda considerazione e' che lo stato, anche se deve fare redistribuzione, si deve prefissare anche di aumentare la ricchezza complessiva, ovvero la produzione nazionale. Sotto questa prospettiva, necessariamente per mantenere il ricco piu' al lavoro e farlo produrre, e cosi' fargli impiegare i suoi capitali, poiche' il disincentivo che egli ha a lavorare oltre una certa soglia di guadagni, e' bene che la proporzionalità fiscale diminuisca per tenerlo invogliato al lavoro. Tolte le agevolazioni per i redditi piu' bassi fino ad un soglia media che sono irrinunciabili, il principio di utilita' paretiano suggerirebbe invece che le aliquote dovrebbero iniziare a scendere. Per cui non errato che chi guadagna 100.000 euro e paga 40.000 di tasse, i successivi 100.000 pagherebbe una aliquota al 35% e perche' no, per i successivi al 30%. Tanto ormai le tasse in piu da ridistribuire, come detto , le paga.

In ultimo, Il fine della tassazione è cercare di tassare in misura dell'uso che uno fa del bene pubblico.; il principio che serva a punire il guadagno e' del tutto inesatto. Una concezione che si origina in principi etici di stampo canonico che non dovrebbe farsi strada nelle leggi. Sulla ricchezza esistono le tasse sulla proprieta', sulle auto, sulle rendite. Le tasse sul reddito progressive si pagano principalmente per garantire ai contribuenti con i redditi piu' bassi delle agevolazioni e non per tassare i piu' ricchi di piu' per principio sociale.

La verita' e' che per questi 3 motivi, se lo stato si pone il fine di guardare al benessere collettivo, sarà' corretto adotti una proporzionalità decrescente superata una certa soglia, anche, perche' no, stabilendo un massimo di tassa per cittadino per redditi oltre il quale  si paga nulla.

( Febbraio 2020)

• L'illusione ideologica

In accordo con la questione ideologica tra capitale e lavoro, la ideologia comunista afferma che la classe imprenditoriale, detenendo la proprieta' dei mezzi di produzione, decide in azienda. Dice che poiche' allo stesso tempo e' mossa da ragioni di profitto, ne consegue necessariamente metterà il proprio interesse sopra a quello del lavoro. In considerazione che ogni lira che si leva al lavoro va giocoforza all'imprenditore, la conclusione e' che il capitale sfrutta il lavoro e l'imprenditore si accaparra utili del lavoro in eccesso del dovuto per istinto naturale.  Se si guarda come funziona l'azienda, quando i soldi entrano, cio' avviene perche' si vende un prodotto e per cui innanzitutto bisogna inquadrare il tutto che c'e' un pagatore che e' l'acquirente e quindi un terzo, non parte in questa causa tra fattori di produzione, che paga. La questione ideologica nasce quindi in po "sconcia" gia di partenza, all'ombra della scelta di un consumatore. Dice l'ideologo socialista, il lavoro deve avere una fetta maggiore di questo ricavato ma la contestazione non sembra partire dal piede giusto. Il ricavo da una vendita contiene già tutte le retribuzioni pattuite, cioe' copertura dei costi di materie prime, lavorazioni, lavoro e capitale, secondo contratti in essere. Il rapporto tra azienda e lavoro e' poi regolato da un contratto tra i due.  Per cui, nel rispetto delle leggi, anche se vero che il capitale , come d'altra parte il lavoro, sono agenti che sono mossi da motivi di profitto o utili, quando i soldi entrano non puo' l'imprenditore discriminare quanto va al lavoro e quanto va al capitale. Dovra ' egli pagare i lavoratori al salario pattuito indipendentemente da quanto incassa. Ad esempio se le vendite scendono , questi deve pagare il lavoro a prescindere se l'azienda fa profitto.  In terzo luogo, ammesso che il capitale con i patti in essere guadagni margini oltre la naturale remunerazione del capitale, come afferma l'ideologia all'origine dello sfruttamento, portera' l'imprenditore a assumere piu' lavoro non meno, ad ampliare i suoi impianti, situazione per cui necessariamente la forza lavoro nel suo insieme non potra' che giovarsi; il tutto che mettera' una pressione anche sui salari con effetti positivi anche in termini di reddito individuale. Quindi piu' assunti a maggiori salari.  Questa visione di un profitto e di un capitale dannoso all'egualitarismo e' una visione bucolica di vita socioeconomica che non trova riscontro pratico e materiale negli attuali sistemi di produzione industriali. Il profitto e' un elemento irrinunciabile nel patto di produzione ed Il capitale e' quella essenziale componente della azienda che serve tutti.  In effetti alla origine, vi sono i precetti di economia e di propensione al guadagno che presi individualmente possono deviare l'analisi suggerendo diseguale distribuzione ma che si dovrebbe capire che nei fatti l'imprenditore, per trarre il massimo profitto non potra' che trarre il massimo il prodotto congiunto dei due, e quindi anche del lavoro, noto come valore aggiunto. Nel contesto delle leggi, la garanzia di benessere per il lavoro sara' sempre garantita, piuttosto, dalla rimozione di privilegi e favoritismi, ad esempio discriminazioni su base di sesso,  stato civile e religione, da una efficiente informazione tra aziende e lavoro nelle assunzioni, e, perche' no da contrattualita' e remunerazioni libere anziché collettive, terreni su cui le leggi e l'attivita' sindacale devono organizzarsi.

( Gennaio 2020)

 

• Gestioni azionarie e gestioni immobiliari

Dal punto di vista operativo, una gestione azionaria e una immobiliare sono prodotti abbastanza diversi. Una gestione immobiliare è il risultato del fatto che ciascun bene oggetto di gestione e' unico e richiede personalizzata amministrazione. Per cui, un appartamento in zona centrale cittadina residenziale si distingue da un altro anche se nella stessa zona e tipologia, sia dal punto di vista delle operazioni di gestione della locazione che da quello realizzi e acquisti. Il gestore immobiliare deve misurarsi con un mercato a se stante per ciascun bene immobile che amministra. Questo quindi richiede una gestione diretta.  Il bene immobile, poi, è caratterizzato da taglio medio alto in termini di valore, per cui non e' realizzabile l'accesso a una gestione da parte di un risparmiatore con apprezzabile riduzione rischio che dispone cifre inferiori di un valore medio immobiliare, tipicamente qualche centinaio di migliaia di euro. Per cui l'investimento in un fondo comune assicura l'accesso a una gestione collettiva unica anche a chi investe cifre minori.

  Andando al mercato azionario, questo e' sostanzialmente una specie diversa. Prima di tutto lo strumento di investimento non e' specifico ma standardizzato e diviso in azioni di taglio di valore irrisorio rispetto a un risparmio medio nell'ordine di qualche euro ciascuna. Quindi e' di facile accesso a ogni tipo di tasca di risparmiatore.  Per la parte operativa, l'attivita' e' condotta tramite intermediari che consentono ormai un servizio compravendita a costi contenuti e di facile accesso con negoziazioni titoli ormai telematiche. Per cui ogni individuo puo' gestire il proprio patrimonio da una scrivania con semplici ordini di acquisto, cio' sempre che l'intermediario sia puntale nei rendiconti e nei costi, fatto che e' garantito dalle leggi ( e' sempre buona norma vigilare bene sui propri estratti conto sia i costi di transazione che gli accrediti da vendite e da dividendi corrispondano a quelli effettivi)  La disponibilita' di beni strumenti di investimento azionari e' si ampia e divisa in numerose societa' ma, catalogata in listini, e' rapportabile ad un formato espositivo comune consultabile senza una presenza fisica in ciascuna azienda, per mezzo di bilanci contabili   accedibili tramite strumenti IT.  La gestione mobiliare, tuttavia, dall'altro canto, a differenza di quella immobiliare, che pure e' soggetta a variare, è molto piu' volatile e' aperta a un rischio molto maggiore e l'analisi non e' sempre facile e intuitiva. Di fronte a  immobili per cui le locazioni hanno corsi abbastanza costanti nel tempo, aziende che oggi fanno utili domani sono in perdita per cui i prezzi cambiano repentinamente causando bruschi capovolgimenti finanziari che tutti sanno e spesso anche prima ancora che tali perdite vengono ai conti ufficiali.  Ne consegue da cio' che la gestione azionaria si deve dotare di una ricerca economico -finanziaria qualitativa che richiede unita' di studio specializzate, caratterizzata da economie di scala nella analitica e nelle metodologie quantitative applicate.  In conclusione, la accessibilità a una  gestione azionaria risiede, prima tra tutte, in una   evoluta ricerca delle societa' listate e dei relativi mercati.

( Dicembre 2019)

ALTRI ARTICOLI

• Credito - Una possibile  misura  per la credibilità del sistema  creditizio Recentemente la banca d'Italia ha approvato, su direttive europee, delle misure  per controllare il flusso dei prelievi di contante dalle banche; una misura  che si collega a quella attivita' per prevenire ritiri di contanti dei depositanti.......  (Novembre 19)

• Energia - La controversa  politica nucleare iraniana 

Sale ancora alla ribalta la questione sull'uso del nucleare per questa nazione mediorientale. La questione e' meno intuitiva di quanto si legge dalle notizie e con dei risvolti economici che non hanno il dovuto rilievo..... 

• Teoria economica - Tavole input/output

Le tavole input/output sono dei prospetti riassuntivi di flussi di produzione tra vari settori di una economia.  Da una parte mostrano quanto ciascuna industria produce verso altri settori......... 

• Previsioni -  La valenza delle serie temporali nelle strategie di investimento

Tra le metodologie di economia applicata vi e' il Business Forecasting, una branca della statistica applicata con oggetto le serie cosiddette temporali che ottiene stabilire previsioni guardando solo all'andamento delle serie di dati di talune variabili......

• La guerra commerciale tra gli USA e i paesi OCSE

La guerra commerciale tra gli USA e i paesi OCSE impatta i conti nazionali delle singole economie. In questo breve paragrafo si spiegano alcune implicazioni economiche stimando gli effetti sulle singole economie.

• Italia - ritardo italiano

E' ormai consuetudine leggere nei rapporti degli istituti di previsione economica un ritardo crescita ormai consuetudinario dell'Italia rispetto ai paesi OCSE.