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CENTRO STUDI ECONOMICO E DI MERCATI AZIONARI  PER INVESTITORI E OPERATORI FINANZIARI

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PRODOTTI E SERVIZI

 

Servizi  Centro Studi Borsa

 

- Indici di borsa - Gestire investimenti richiede affidarsi ai migliori. Un  servizio informativo   diretto a investitori privati e risparmiatori   --->vai alla pagina 

 

 

• Rapporti e studi

 

- Studi previsionali settoriali e  aziendali - Valutazioni di aziende per acquirenti e venditori.    ---->vai alla pagina

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• Prestazione storica di rendimenti e prezzi  delle liste Studioeconomia

al 10-09-19

Studio8-1
Studio8-2
StudioItalia

(nota: i prezzi azionari sono in blu - dividendi in giallo)

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MERCATI AZIONARI ITALIA  - RENDIMENTI E PREZZI

Commentario Borsa Italiana al 10.10.19.

L'indice MIB ha chiuso il 10-10 ( ore 13.30.) a 21518 in ribasso di di 531 punti ovvero del 2,41% rispetto a 10 giorni prima, confermando la fase di correzione ciclica prevista e anticipando la proiezione a 20/30 giorni per 21500. Il dato cade nel margine basso  della correzione in atto il cui target e' ora fissato a 21250 a 10 giorni ( 20-10) e 21050 a 30 giorni ( 10-11) con un margine di probabilita' al 50% di +/-305 punti.  Permane la congiuntura favorevole di una tendenza di medio lungo periodo positiva, confermata anche dalle notizie sulle stime di previsione del PIL per il 2020 con tasso del 0,6%, fermo stando quella dell'anno a termine nello 0,1% tali da prospettare una tenuta dei prezzi.  Nei 10 giorni terminati non si registrano particolari eventi sui mercati che rimangono in attesa dei prossimi risultati trimestrali che si attendono per i primi di Novembre.

nota: Le proiezioni indicano  uno scenario possibile in assenza di fatti imprevisti fermo stando quanto l'indice ha mostrato nei mesi precedenti.

Prossimo rapporto : 21-10-19

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ALTRE NOTIZIE

Rendimenti MIB 2018 su prezzi ultimi

  Anche se i rendimenti si tengono abbastanza alti, l'indice generale di borsa indica una prestazione tendenzialmente statica anche se volatile nel  medio periodo.  Ne consegue, che per chi vuole mantenere un portafoglio italiano, necessariamente si consiglia  ricorrere a  strumenti finanziari. Un investimento in un fondo anche fa, purche' sia selezionato con competenza: Esiste  l' indice di borsa, uno strumento  che presenta ottime convenienze sia nei costi ( poco piu' di 100 euro mensili)  che nella piena  disponibilita'  dei propri investimenti, nella semplicita' operativa   e che puo' offire  maggiori prospettive di crescita di valore azionario della media generale.

 Cliccare per ingrandire. (elaborazioni studioeconomia su dati ufficiali societa')

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ALTRI INDICI E PREVISIONI

 

• Coefficiente di pressione sui prezzi azionari al 9.8.19 :  0,87

 Il coefficiente di pressione sui prezzi del mercato per la Borsa Italiana  misura il livello dei prezzi sui valori intrinsechi  per   un campione di titoli.  Il coefficiente  normale ( prezzi equi rispetto al valore) =1..

leggi dati storici  ------> vai alla pagina

(elaborazione studioeconomia)

 

• Indice  di liquidità

E' un coefficiente di valore  tra    tra 0 e1  che riporta una riduzione consigliata  del capitale investito in azioni in % del totale in favore di  liquidità   dovuto a possibili correzioni dei prezzi azionari.   Il coefficiente   è  riportato qui come in  in ciascuno dei rapporti indici. 

al 9-8-19                                  = 0%        

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SETTORE IMMOBILIARE

Settore immobiliare - prezzi e locazioni
Rendimenti immobiliari

Settore immobiliare caratterizzato da staticita', sia di   prezzi, in lieve calo, che di locazioni, in lieve aumento e una ripresa sotto le attese.   

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TEMI

• Energia - La controversa  politica nucleare iraniana

Sale ancora alla ribalta la questione sull'uso del nucleare per questa nazione mediorientale. La questione e' meno intuitiva di quanto si legge dalle notizie e con dei risvolti economici che non hanno il dovuto rilievo.  L'energia nucleare costituisce un concorrente rispetto a quella a produzione petrolifera. Per cui necessariamente un successo dell'energia nucleare avrebbe impatto sui conti delle economie dei produttori di petrolio. Molte delle campagne che si sono sentite contro l'Iran potrebbero essere piu' dettate da motivi di difesa di questi interessi petroliferi che il risultato di reali minacce all'ordine e stabilita' mondiale. D'altra parte la tecnica di certe nazioni quando si deve difendere interessi economici capitalisti-colonialisti non e' una eccellente e questo si sa. Nel caso del nucleare si demonizza una tecnologia, tra l'altro di concezione italiana, che minaccia gli assetti della oligarchia dei produttori del greggio.  L'Iran e' anche un primario produttore di petrolio. Si dovrebbe quindi invece lodare questa politica che promuove la energia nucleare proprio da un paese che e' produttore di petrolio, con la quale si distanzia da questi approcci.  Gli esperimenti francesi che hanno praticamente nazionalizzato la produzione di energia con centrali nucleari mostra che i rischi dalla produzione del nucleare sono abbastanza contenuti di per se e  piani di queste nazioni che seguono programmi energetici nucleari e di altre fonti quali centrali ad idrogeno, andrebbero piuttosto incoraggiati. Il tutto cade in uno scenario che ben si sa queste risorse petrolifere alla fine sono limitate ed alcune di queste nazioni produttrici sono già verso l'esaurimento e  pensano al dopo.

• Teoria economica - Tavole input/output

Le tavole input/output sono dei prospetti riassuntivi di flussi di produzione tra vari settori dell'economia. Da una parte mostrano quanto ciascuna industria produce verso altri settori detto flusso di output, e dall'altra in che misura ciascuna industria acquista dagli stessi settori come beni intermedi , detto flusso input. La tavola e' costituita da due parti, la prima che riguarda i prodotti intermedi, e quindi passaggi di produzione di industrie e servizi tra loro, e una seconda il flusso di prodotti verso il consumo finale ai settori istituzionali ( mercati, stato, investimenti, export). AI fini di comprendere la dinamica tra industrie, si piega questa ipotesi elementare. Supponiamo esiste 1 solo settore di produzione, metalli lavorati. Una industria che estrae metalli e li processa in prodotti finiti. Dall'altra vi e' un solo acquirente , lo stato, che compra il prodotto finale.  Supponiamo che la industria produce 100.000 euro di metalli.  La sezione prodotti intermedi riportera' 1 sola industria e il settore istituzionale, 1 solo acquirente lo stato. Si avra' in breve una sola voce :

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La industria vende 100.000 allo stato che costituira' sia il prodotto totale, che il valore aggiunto totale. Supponiamo ora che la industria a seguito di specializzazione si sdoppia per cui una parte costituira' industria estrattiva, ed una seconda industria manifattura di prodotti in metallo. Le caselle in grigio rappresentano il nodo di scambi di ciascuna industria con se stessa.  La industria estrattiva estrae prodotti per 50.000 euro dal suolo che vendera' come prodotto intermedio alla industria manifatturiera. Quest'ultima acquistera' 50.000 dalla industria estrattiva e vendera' per 100.000 allo stato. Per cui si avra' :

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quindi la produzione complessiva della nazione aumenta da 100.000 su una industria, a 150.000 su due industrie. il settore consumo, costituito dallo stato, ricevera' lo stessa quantita' di 100.000 , il valore aggiunto.  Questo riepiloga in termini semplici il rapporto tra consumi finali o valore aggiunto per una economia e valore della produzione. SI puo' notare che le stesse industrie sono riportate negli assi sia orizzontale che verticale.  Ora supponiamo che fermo stando la stessa struttura di industria, la industria metallifera, costituita da una sola azienda si divide in due aziende che si passano tra loro stadi intermedi di produzione. La casella nodo ripotera' lo scambio di beni intermedi in ciascuna industria.

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dopo questa ulteriore specializzazione, la industria estrattiva sara' nella stessa condizione esportando a quella manifatturiera 50.000 in metalli grezzi, la quale ora si dividera' parte della lavorazione tra due aziende, per cui il settore manifatturiero fornira' 25.000 a se stessa e 100.000 allo stato avra' input per complessivi 75.000 da industria estrattiva ( 50.000) e da se stessa (25.000). Fermo stando tutto cio' le aziende produrranno un totale di 175.000 con consumo finale di 100.000 allo stato che sara' il valore aggiunto. Per cui dopo questo passaggio via sara' una maggiore discrepanza tra prodotto complessivo ora diviso tra 3 aziende in 2 settori, e prodotto utile o valore aggiunto finale.

  La economia del'input/output costituisce una branca dell'economia applicata con molteplici impieghi, dallo studio della composizione di sistemi produttivi di una economia ad applicazioni pratiche empiriche su mercati di singoli prodotti e beni, ad esempio dei componenti della domanda di una industria.

 

• Previsioni -  La valenza delle serie temporali nelle strategie di investimento

Tra le metodologie di economia applicata vi e' il Business Forecasting, una branca della statistica applicata con oggetto le serie cosiddette temporali che ottiene stabilire previsioni guardando solo all'andamento delle serie di dati di talune variabili, esempio, prezzi o produzione.  Nell'essenza, si rivela che questa analisi di serie temporali e' scienza non semplicissima caratterizzata da problemi  di  autocorrelazione  tra una variabile ed il suo valore detto ritardato.  Ad esempio, se

X = c + a( X-1) + bt

che e' una tipica equazione di forecasting, dove X-1 e' il valore ritardato di passo1 di una variabile e t e' il tempo. Questa equazione puo' fornire risultati abbastanza inesatti.  Un problema che si puo' risolvere con trasformazioni, ad esempio per differenziazione, del tipo. 

X-1 =  X-2 + varX

dove varX e' la variazione della variabile X tra due periodi; -2 rappresenta il ritardo di passo2 della stessa.

  Ammesso ora che si vada a fare una previsione utilizzando una simile  tecnica,  legittimo e' chiedersi quanto vale ai fini di una previsione presa "da sola"?  Si ritiene che tale previsione non possa contare  che il  15/20% sulla  previsione finale, sia  che essa sia di utili societari, vendite di una societa' o prezzo del titolo. Il rimanente dovra' necessariamente tenere presente   modelli di tipo strutturale di causa - effetto economico.

 

• La guerra commerciale tra gli USA e i paesi OCSE impatta i conti nazionali delle singole economie. In questo breve paragrafo si spiegano alcune implicazioni economiche stimando gli effetti sulle singole economie.

La politica dei dazi iniziata dagli USA vuole far fronte all'alto deficit commerciale, datato decenni, che impatta la bilancia dei pagamenti. Il dazio e' una tassa sulle importazioni, che si puo' indicare t%, che ottiene l'effetto di ridurre le importazioni e favorire i mercati di beni domestici. Dall'altra ottiene di sollecitare una equivalente misura della nazione opposta. Se (X-IM) e' il saldo della bilancia commerciale e b% e' l'effetto di un dazio t% applicato sulle importazioni di entrambi paesi o gruppi di paesi, assumendo gli effetti eguali su import e export, si avra' a un effetto - b%IM sulle importazioni e uno - b%X sugli esportazioni dovuto al dazio opposto. Il dazio impatta quindi entrambi i flussi monetari.

L'effetto netto diventa  -b% (X – IM) che si traduce in una riduzione del deficit commerciale se uno stato e' in deficit, oppure in una riduzione del surplus se lo stato e' in surplus. Per cui nel caso degli USA risultera' un netto beneficio essendo gli USA con una bilancia commerciale negativa. Per cui il flusso di domanda dei cittadini USA verso un ritorno ai propri prodotti sara' teoricamente, compensato solo in parte del ridotto acquisto di stranieri dovuto dai controdazi.

Per quanto riguarda le nazioni in commercio con gli USA, l'effetto sara' molto minore essendo la guerra commerciale limitata solo agli USA e non verso tutti gli altri paesi. Ad esempio in Italia le esportazioni verso gli USA sono circa il 10% del totale.

Per gli USA tuttavia potrebbe andare diversamente per quelle importazioni costituite da aziende USA che si fanno produrre i prodotti all'estero. Per queste importazioni, il dazio sara' inefficace che risultera' plausibilmente in un aumento dei prezzi di quei prodotti o in una riduzione di utili per quelle aziende per cui è piu' difficile fare previsioni. Questo fattore ha portato scetticismo verso questa politica e solo i mercati potranno rivelare se e' cosi' o meno. Le stime degli economisti intanto già parlano di rallentamento di crescita per gli USA.

Per quanto riguarda l'Italia, essendo la bilancia commerciale positiva con gli USA. si prevede un effetto netto negativo, con riduzione in termini assoluti dell'export netto da verificare alle statistiche. Ad un rapido calcolo, una riduzione del 10% delle esportazioni nette con gli USA dovuto ai dazi sui beni europei, avrebbe un impatto del  0,15 /0,2 % circa sul PIL una tantum prima di effetto moltiplicatore.  

 

• Italia - RItardo italiano

E' ormai consuetudine leggere nei rapporti degli istituti di previsione economica un ritardo crescita ormai consuetudinario dell'Italia rispetto ai paesi OCSE.  Si puo'  ipotizzare, tra le cause, il ruolo della pausa agostina in Italia. Una usanza - la pausa feriale - che causa una paralisi della produzione e costa uno svantaggio competitivo rispetto ai meno vacanzieri partner europei ed anglosassoni. Un effetto che  ovviamente si riversa anche sui corsi azionari.

( fonte dati: Eurostat)

 

• Significato dell'indice di liquidità

La recente  fase  autunnale di ribasso porta in evidenza il valore dell'indice di liquidità  prodotto da  S.E ( vedi sopra).  Al 10-9-18 era al 25%,   suggerendo ridurre tutte le posizioni dei portafogli.  Al 1-10 era al 35%. L'indice di pressione sui prezzi azionari, altro indice prodotto da studioeconomia, rivelava  anche una situazione di tensione a quota 1,22 rispetto ad un valore stabile sui 0,95 - 1,1. Una situazione   dovuta anche a  una revisione delle stime di risultati  societari  dopo i risultati semestrali.

L'indice di pressione sui prezzi azionari e il coefficiente di liquidità sono forniti, con un ritardo di 10 giorni rispetto ai rapporti in abbonamento,  nella sezione "altri indici e previsioni" di questa pagina.

• Il CGR assoluto

Il CGR , dall'inglese compunded  growth rate, misura la variazione % di una variabile fra due periodi di tempo. In finanza e' spesso usato per calcolare i tassi di crescita di vendite e profitti ed altre poste di bilanci aziendale.

Il CGR = ( Vt - Vt-1 ) / Vt-1

Ad esempio, se gli utili societari di una societa' sono incrementati da 90 nel periodo -1 a 100 il

CGR= (100-90)/90 = 0,11

Le variabili in finanza sono in parte costituite da poste di stesso segno , ad esempio vendite, e in parte da poste che possono essere di segno opposto, ad esempio utili societari. In questo ultimo caso la formula non si applica sempre.

Infatti supponiamo che Ut = 100 e Ut-1 = -90, gli utili sono in aumento ma la formula genera un risultato negativo di -2,11.  La formula assoluta  che risolve sarà:

CGR = ( Ut-Ut-1) / |Ut-1| dove |Ut-1| sara' il valore assoluto di U ( utili)

Si puo' anche verificare che il problema sussiste solo se gli utili salgono da valori negativi a positivi ma non quando scendono da valori positivi a valori negativi.