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• La guerra commerciale tra gli USA e i paesi OCSE impatta i conti nazionali delle singole economie. In questo breve paragrafo si spiegano alcune implicazioni economiche stimando gli effetti sulle singole economie.

La politica dei dazi iniziata dagli USA vuole far fronte all'alto deficit commerciale, datato decenni, che impatta la bilancia dei pagamenti. Il dazio e' una tassa sulle importazioni, che si puo' indicare t%, che ottiene l'effetto di ridurre le importazioni e favorire i mercati di beni domestici. Dall'altra ottiene di sollecitare una equivalente misura della nazione opposta. Se (X-IM) e' il saldo della bilancia commerciale e b% e' l'effetto di un dazio t% applicato sulle importazioni di entrambi paesi o gruppi di paesi, assumendo gli effetti eguali su import e export, si avra' a un effetto - b%IM sulle importazioni e uno - b%X sugli esportazioni dovuto al dazio opposto. Il dazio impatta quindi entrambi i flussi monetari.

L'effetto netto diventa  -b% (X – IM) che si traduce in una riduzione del deficit commerciale se uno stato e' in deficit, oppure in una riduzione del surplus se lo stato e' in surplus. Per cui nel caso degli USA risultera' un netto beneficio essendo gli USA con una bilancia commerciale negativa. Per cui il flusso di domanda dei cittadini USA verso un ritorno ai propri prodotti sara' teoricamente, compensato solo in parte del ridotto acquisto di stranieri dovuto dai controdazi.

Per quanto riguarda le nazioni in commercio con gli USA, l'effetto sara' molto minore essendo la guerra commerciale limitata solo agli USA e non verso tutti gli altri paesi. Ad esempio in Italia le esportazioni verso gli USA sono circa il 10% del totale.

Per gli USA tuttavia potrebbe andare diversamente per quelle importazioni costituite da aziende USA che si fanno produrre i prodotti all'estero. Per queste importazioni, il dazio sara' inefficace che risultera' plausibilmente in un aumento dei prezzi di quei prodotti o in una riduzione di utili per quelle aziende per cui è piu' difficile fare previsioni. Questo fattore ha portato scetticismo verso questa politica e solo i mercati potranno rivelare se e' cosi' o meno. Le stime degli economisti intanto già parlano di rallentamento di crescita per gli USA.

Per quanto riguarda l'Italia, essendo la bilancia commerciale positiva con gli USA. si prevede un effetto netto negativo, con riduzione in termini assoluti dell'export netto da verificare alle statistiche. Ad un rapido calcolo, una riduzione del 10% delle esportazioni nette con gli USA dovuto ai dazi sui beni europei, avrebbe un impatto del  0,15 /0,2 % circa sul PIL una tantum prima di effetto moltiplicatore.