•  UNA INTESA ECONOMICA PER GLI STATI DELL'EX RUSSIA

L'attuale ampliamento dell'Europa tra gli stati dell'ex Russia mostra i suoi limiti come salgono alla ribalta in questi mesi tensioni tra questi paesi. La questione sviluppo economico della EU oggi ruota molto intorno ai rapporti tra gli stati europei e i russi e dipende da un miglioramento dei rapporti tra i due. L'attuale confine dell'Europa allargata  si originava dopo  il trattato di annessione del 2003  con cui  alcuni stati dell' ex Russia, Lituania, Estonia e Lettonia,  chiesero di entrare a far parte dell'Europa  dopo lo smembramento della URSS.  Allo stesso tempo riflette lo stato dell'Europa del 43-44.  La Russia infatti, dopo una occupazione di 3 anni da parte tedesca durante la seconda guerra mondiale, beneficiava di un evento eccezionale e fortuito: la  monarchia italiana che estrometteva il governo fascista  ad un passo da una vittoria cambiando fronte in guerra, facendo cadere con esso anche il fronte tedesco in Russia.  Una realtà inconfutabile ha testimoniato una unione russa, con una vittoria  ma non guadagnata sul campo, in disgregazione ben presto dopo gli accordi di pace.  L'Europa che nasce come intesa economica tra stati per creare  un' area di libero scambi di merci e persone ed infine di valuta, ha gia mostrato velleità verso gli stati della ex Russia ampliandosi  in  una unione allargata in quegli stati ristabilendo quell'ordine.   Tuttavia considerando gli eventi 43-45 e che piaccia o meno  i russi risultano sul tavolo dei  vincitori nel 45, è imprescindibile prima di una annessione, un accordo con i Russi che riconosca una appartenenza geografica alla Europa per questi stati e allo stesso tempo   alla ex Russia.  La EU25, in assenza di un patto, potrebbe avere conseguenze di instabilità politica e economica.  A tutt'oggi non si registra un accordo tra i due.  Si azzarda un possibile scenario di intesa.  Un accordo potrebbe prevedere un'area comune economica, non politica, con un sistema di reciproci riconoscimenti.  Una unione di stati che potrebbe adottare un sistema bi-monetario, euro / rublo. Un accordo per   permettere sia a russi che europei di operare in terra di questi stati con le proprie valute beneficiando di reciproco libero scambio nel commercio. Una fascia di stati con doppia valuta si attuerebbe con una legislazione con efficacia negli stati interessati che riconosca la valuta europea e russa. Allo stesso tempo i cittadini europei e degli stati est europei avrebbero pieno riconoscimento di libero scambio di merci e persone e cosi' tra quegli stati e la Russia.  Quest'area “antonina” si potrebbe estendere anche ad altri stati tra la Russia e l'Europa.  Dei russi si dovrebbe sapere essere uno stato rivoluzionario  con un certo connotato democratico popolare  che è uscito dal regime monarchico da oltre 100 anni e che ha negli ultimi decenni liberalizzato lo stato economico e con cui si potrebbero rivelare meno differenze di quanto comunemente si pensi.  Rispetto alla situazione attuale, si avrebbe una politica meglio definita, in particolare il  carattere non politico della unione,    una maggiore premessa per quelle nazioni di divenire maggior attrattiva per aziende europee nonchè russe che si vedrebbero in questo modo operare in un contesto comune con prospettive di crescita economica per quegli stati e quindi di turno per la EU.

UNA INTESA ECONOMICA PER GLI STATI DELL'EX RUSSIA