• La cashless economy, un progetto impercorribile

A parte il malaugurio che il termine trasmette  con riferimento alle tasche vuote, un mondo cashless e' una costruzione irrealistica e inattualizzabile per una società di reputazione. Non bisogna confondere l'incentivazione alla transazione elettronica nei pagamenti in via  per semplificare gli scambi commerciali, dalle misure proibizioniste mirate a limitare l'uso dei contanti per se. Mentre nel primo caso si parla di moneta elettronica, nell'altro si parla di economia senza moneta e sono fatti distinti. Leggendo le cronache politiche ed economiche, si sentono avvisaglie di una mostruosa nuova creatura simil-ideologica diretta a colpire il denaro della gente. In Italia si sono avuti gia segni con misure di tipo limitativo imponendo alle banche di segnalare alle autorità i correntisti con prelievi di contanti oltre una certa soglia e piu' recentemente con la  manovra finanziaria 2020 limitando il contante da poter utilizzare negli acquisti  riducendolo ulteriormente  rispetto al limite gia esistente dall'anno 2011. Si vuole un po innescare a piccoli passi un nuovo senso di marcia al mondo degli affari e economico.

L'economia senza contanti e' un concetto che si fa strada da piu' parti che vedrebbe un mondo nel quale, sotto i piu' vari pretesti, si auspicherebbe eliminare il denaro contante a favore di moneta elettronica. La tendenza segue un indirizzo sembra anche europeo che sorprendentemente  adotta  misure per limitare i contanti in circolazione.  Di facciata, l'economia cashless vorrebbe, tra i motivi, indirizzare un problema di sicurezza costituito dal  passaggio di  denaro oggetto di redditi illeciti e di riciclaggio. Vorrebbe anche poter arrivare a una più sicura fiscalizzazione dei redditi per mezzo di transazioni elettroniche tracciabili al fisco. Ha origine nei paesi scandinavi.  I due motivi, ahime', sono però solo pretesti. Per quanto riguarda fronteggiare il riciclaggio di denaro, non si ha notizia di leggi che per limitare alcune minoranze di disonesti, impongno restrizioni a tutti i cittadini in operazioni ordinarie come quella di pagare i propri acquisti in  contanti. Sembrano leggi della antiche terre dell'era preromana fatte con miopia del diritto. E come se si avviasse un coprifuoco nelle ore notturne per evitare che i ladri vadino in giro a rubare di notte. Non regge. Si finirebbe solo a fare multe a chi nulla ha fatto. Se c'e un problema nel riciclaggio, questo deve necessariamente indirizzare un pericolo preciso con norme specifiche senza intaccare liberta' fondamentali della gente.  Per quanto riguarda il fisco, si vuole ottenere, maggiore efficienza fiscale  sull'incasso di  tasse sul reddito? Obbligare la società economica alla moneta elettronica non e' la strada. La migliore sarebbe,  per ottenere un efficiente sistema di tassazione, semmai di allontanarsi dal sistema di tasse sul reddito verso un sistema di tasse ad hoc facilmente misurabili quali imposte proporzionali all'uso e consumo del bene pubblico che ciascun cittadino e azienda fa, con criteri obiettivi e verificabili senza andare a obbligarla appunto alla moneta elettronica per misurare quanto spende o guadagna.

Ma vi e' un altro motivo per cui obbligare la gente a tenere i soldi nelle banche non va. Le banche occidentali sono state tutte sotto numerose inchieste e sulle cronache per le perdite di risparmio che dopo anni se non decenni di malagestione si sono riversate sugli attivi di bilancio con crediti in sofferenza per quasi 400 miliardi, di euro in Italia solo. Perdite che infine sono andate a poi a gravare sui conti pubblici. Questo fenomeno noto con il termine NPL (non performing loans in italiano crediti deteriorati)  non mostra segni di terminare e che anzi e' in aumento e non si registrano misure di legge attivate sufficienti  ad arginare il gravissimo allarme in atto. Di fronte a cio'  le norme sui contanti indicendo un obbligo alla gente alla transazione elettronica  sottacciono un obbligo a tenere invece i soldi proprio nelle banche.  Un fatto che denota che la preoccupazione della intellighenzia politica  che è dietro queste misure va in tutt'altra direzione da quella che il cittadino auspicherebbe per risolvere i problemi nella amministrazione del credito. (in argomento possibili misure per arginare i npl vai al link)  che si dovrebbero anzi rimuovere limiti a chi ritira soldi dalle banche. Le misure cashless vogliono quindi evitare una caduta dei depositi bancari.   Le autorita', anche quelle europee, hanno sorvolato fino ad oggi di affrontare la questione di fondo del sistema del credito complice una difficile situazione politica, un contesto internazionale complesso, un governo guidato da non eletti nonché' ministri dell'economia spesso non dei tecnici economici. 

Il motivo che conta travalica tutto cio'.Il sistema bancario che promuove questa economia senza contanti, segue un altro proposito. Si auspica, con l'obbligo alla moneta elettronica, se mai riuscirà da qualche parte del globo a imporla, di aumentare in modo esponenziale i propri guadagni e disporre di potere di finanziamento molto maggiore. Difatti la demonetizzazione del circolante creerebbe premesse per un indotto depositi prestiti molto maggiore. In pratica, secondo il principio del moltiplicatore monetario, eliminando quella parte di base monetaria che giace nelle case della gente lontana dalle banche, forzandola invece negli istituiti di credito per legge, si eliminerebbe un freno alla crescita dei depositi. Quindi piu' depositi, piu' prestiti, piu' soldi da gestire, piu' potere.   CIo' a prescindere che una volta obbligati alla moneta digitale, non sara' mai possibile piu ricuperare il denaro contante e si ritornerà alla  moda delle  fughe di capitali in Svizzera.

In conclusione, Il programma di economia cashless si presenta a rischio elevato per il futuro e oggi è solo un pretesto per deviare le responsabilita' di queste  banche  per i fatti noti   su aspetti effimeri e alieni al suo vero contesto a cui l'Italia dovrebbe sin da ora dare un categorico no e chiudere qualsiasi entusiasmo sul nascere.

 

 

Cashless economy, un progetto impercorribile